Contributo a fondo perduto per la ristorazione: ecco le modalità di erogazione


Pubblicato nella G.U. n. 277 del 06 novembre 2020, n. 277, il decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali recante i criteri e le modalità di gestione del Fondo per la filiera della ristorazione istituito dall’art. 58 del decreto Agosto.

Il Fondo per la filiera della ristorazione è finalizzato alla erogazione di un contributo a fondo perduto ed ha il fine di sostenere la ripresa e la continuità dell’attività degli esercizi di ristorazione ed evitare gli sprechi alimentari attraverso l’utilizzo ottimale delle eccedenze anche causate da crisi di mercato.


Per l’anno 2020 le risorse del Fondo ammontano a 600 milioni di euro e sono destinate alla concessione di contributi nei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis e de minimis agricolo.


Il contributo è riconosciuto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e comprovato da idonea documentazione fiscale, di prodotti di filiere agricole e alimentari (anche i prodotti della pesca e dell’acquacoltura), inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio.


Oltre ai prodotti DOP e IGP, per valorizzazione della materia prima di territorio si intende l’acquisto da parte del soggetto beneficiario di prodotti da vendita diretta, oppure di prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito.


Inoltre, sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IGP e di prodotti ad alto rischio di spreco.


La finalità di evitare gli sprechi alimentari è assolta con l’acquisto dei seguenti prodotti:


– latte 100% italiano;


– prosciutto crudo DOP e prosciutto cotto 100% italiano;


– salumi vari da suino DOP e IGP da animali nati allevati e macellati in Italia;


– salumi non da carne suina (tacchino, bresaola, altro) da animali nati, allevati e macellati in Italia;


– formaggi DOP o da latte 100% italiano;


– olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o DOP;


– carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia;


– carne bovina, suina, ovi-caprina, cunicola da animali nati allevati e macellati in Italia;


– zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana;


– minestrone con verdure filiera e materia prima italiana;


– pasta secca con grano 100% italiano;


– riso da risotto con riso 100% italiano;


– preparati per risotti (alle verdure, ai funghi, ecc.) da materia prima italiana;


– passata di pomodoro 100% italiana;


– polpa di pomodoro o pelati 100% italiana;


– sughi pronti da materia prima italiana;


– verdure fresche o conservate in scatola o in vetro filiera e materia prima italiana;


– verdure conservate in scatola filiera e materia prima italiana formato per mense;


– legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana;


– macedonia di frutta o frutta sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana;


– succo di frutta e purea di frutta filiera e materia prima italiana;


– crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano;


– vini DOP e IGP;


– aceti balsamici DOP e IGP.


Ai fini della concessione del contributo, il soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale sostenuta e documentata.


Il contributo non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti che non può essere inferiore ai 1.000 euro, esclusa IVA né superiore a 10.000 euro esclusa IVA.

Procedura di richiesta del contributo

La domanda deve essere presentata entro la data fissata con provvedimento del Ministero delle Politiche Agricole, attraverso il portale della ristorazione o attraverso gli sportelli del concessionario, mediante inserimento o presentazione della richiesta di accesso al beneficio completa dei dati richiesti, ivi inclusa copia del versamento dell’importo di adesione all’iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento.


L’accettazione della domanda è subordinata alle verifiche che il concessionario effettua per conto del Ministero sulla corrispondenza partita IVA-codice Ateco così come indicati dal soggetto beneficiario.


Alla domanda deve essere allegata dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, concernente:


– gli aiuti complessivamente percepiti in regime de minimis o de minimis agricolo nell’ultimo triennio, incluso l’anno della domanda;


– il calcolo dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 che deve essere inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019 ovvero che il soggetto beneficiario ha avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019;


– l’iscrizione dell’attività al registro delle imprese con codice Ateco incluso nel contributo;


– l’insussistenza di condizioni ostative;


– la mancata presentazione della domanda di contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici;


– ogni altra richiesta presente nella modulistica del concessionario approvata dal Ministero.


Il soggetto beneficiario deve poi altresì inserire sulla piattaforma della ristorazione, oppure presentare presso gli sportelli del concessionario i documenti fiscali (fatture e documenti di trasporto) che certificano l’effettivo acquisto e la consegna dei prodotti effettuati dopo il 14 agosto 2020, anche non quietanzati.