Decreto Ristori-bis: contributi per più attività


Il Decreto Ristori-bis (D.L. 09 novembre 2020, n. 149), pubblicato nella G.U. 09 novembre 2020, n. 279, ha apportato modifiche ai contributi a fondo perduto previsti all’art. 1 del primo Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020) ed ha introdotto un nuovo contributo in favore degli operatori dei centri commerciali.

A fronte dell’aggravarsi dell’emergenza Covid-19 nel nostro paese, che ha comportato misure restrittive totali e parziali per molteplici attività, il Decreto Ristori-bis ha ampliato la platea degli imprenditori ammessi al contributo a fondo perduto. In particolare, i ristori vengono anche previsti per le seguenti attività:


– attività accessorie a quelle di trasporto di terrestri di passeggeri;


– trasporto di passeggeri per vie d’acqua interne;


– posto telefonico pubblico ed Internet Point;


– attività di fotoreporter;


– altre attività di riprese fotografiche;


– corsi sportivi e ricreativi;


– corsi di danza;


– gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone;


– attività delle lavanderie;


– commercio al dettaglio di bomboniere;


– gestione di stazioni per autobus;


– attività delle guide alpine;


– traduzione e interpretariato;


– ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto;


– attività di biblioteche ed archivi;


– attività di musei;


– gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili;


– attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali;


– fabbricazione di articoli esplosivi.


Per gli operatori dei settori economici individuati dai codici ATECO 561030 – gelaterie e pasticcerie, 561041 – gelaterie e pasticcerie ambulanti, 563000-bar e altri esercizi simili senza cucina e 551000 – Alberghi, con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto, il contributo a fondo perduto è aumentato di un ulteriore 50%.


Il contributo è riconosciuto nell’anno 2021 anche agli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle misure restrittive. Per quelle attività prevalenti svolte all’interno dei centri commerciali e rientranti nel precedente elenco, il contributo è determinato entro il 30% della percentuale prevista. Se l’attività esercitata non dovesse rientrare tra quelle ammesse ai ristori, in tal caso il contributo è determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa.