
L’articolo 177, del DL Rilancio è stato modificato in sede di conversione dalla Legge n. 77/2020 ed estende l’abolizione della prima rata dell’IMU, quota-Stato e quota-Comune, per l’anno 2020 anche agli immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.
In considerazione degli effetti connessi all’emergenza sanitaria da COVID 19, l’art. 177 del D.L. n. 34/2020, modificato in sede di conversione dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dispone che per l’anno 2020, non è dovuta la prima rata dell’imposta municipale propria (IMU), quota-Stato e quota-Comune in scadenza alla data del 16 giugno 2020, relativa a:
a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;
b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
b-bis) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.
Per il ristoro ai comuni a fronte delle minori entrate derivanti dall’esenzione IMU per il settore turistico, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 76,55 milioni di euro per l’anno 2020. Alla ripartizione del Fondo si provvede con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottare entro trenta giorni dal 19 maggio 2020.
Si ricorda che i commi da 738 a 783 della legge di bilancio 2020 hanno riformato l’assetto dell’imposizione immobiliare locale, unificando le due vigenti forme di prelievo (l’Imposta comunale sugli immobili, IMU e il Tributo per i servizi indivisibili, TASI) e facendo confluire la relativa normativa in un unico testo.