Cessione di contratto, sempre necessario il consenso del lavoratore ceduto


Nell’ipotesi in cui la cessione di contratto avvenga in assenza di uno specifico espresso consenso da parte del lavoratore ceduto, il mero svolgimento di prestazioni lavorative in favore del cessionario non implica la formazione di un tacito consenso, tale da sanare l’illegittimità del trasferimento.


Una Corte d’appello territoriale aveva dichiarato la nullità della cessione del contratto di lavoro di alcuni dipendenti di una società in favore di una seconda società e condannato la prima al ripristino del rapporto di lavoro con i predetti con l’inquadramento attribuito al tempo della cessione. La Corte territoriale aveva escluso la formazione di un tacito consenso dei lavoratori alla cessione dei loro contratti e ritenuto illegittimo il trasferimento del ramo d’azienda tra società, in difetto del requisito (richiesto dall’art. 2112 c.c. nel testo applicabile ratione temporis) di preesistenza di un’articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata.
Ricorrono così in Cassazione i lavoratori, deducendo violazione e falsa applicazione delle norme di legge, in relazione all’erronea esclusione del consenso tacito dei lavoratori alla cessione del loro contratto di lavoro, considerato che essi consapevolmente avevano tenuto un comportamento non già di inerzia, ma attivo, quale la quotidiana prestazione lavorativa per oltre sette anni prima della proposizione del ricorso giudiziale.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. La Corte di merito, infatti, ha correttamente applicato i principi di diritto in materia, secondo cui lo svolgimento, in via di mero fatto, di prestazioni lavorative in favore del cessionario non integra accettazione della cessione del contratto di lavoro. Al riguardo, il lavoratore ha interesse ad accertare in giudizio la non ravvisabilità di un ramo di azienda in un complesso di beni oggetto del trasferimento e l’inefficacia di questo nei suoi confronti in difetto del suo consenso, non essendo indifferente per il medesimo, quale creditore della prestazione retributiva, il mutamento della persona del debitore, ossia del datore di lavoro, che può offrire garanzie più o meno ampie di tutela dei suoi diritti. Tale interesse non viene meno né per lo svolgimento, in via di mero fatto, di prestazioni lavorative nell’ambito del rapporto di lavoro con il cessionario, né per effetto di eventuale conciliazione intercorsa tra il lavoratore ed il cessionario all’esito del licenziamento del primo, né per effetto delle vicende risolutive del rapporto con il cessionario.

Prevenzione incendi alberghi: prorogata la SCIA se l’attività è sospesa o è al di sotto di 25 posti letto


Le strutture ricettive il cui esercizio sia temporaneamente sospeso ovvero che esercitino con capacità ricettiva temporaneamente sotto le soglie di assoggettabilità alle procedure di prevenzione incendi possono adeguarsi al sistema di prevenzione incendi anche se non hanno ancora presentato la SCIA parziale (Ministero interno – nota n. 16419/2018).

Le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno 9 aprile 1994 ed in possesso dei requisiti per l’ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio, completano l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi entro il 30 giugno 2019, previa presentazione, al Comando provinciale dei Vigili del fuoco entro il 1° dicembre 2018 della SCIA parziale, attestante il rispetto di almeno quattro delle seguenti prescrizioni, come disciplinate dalle specifiche regole tecniche: resistenza al fuoco delle strutture; reazione al fuoco dei materiali; compartimentazioni; corridoi; scale; ascensori e montacarichi; impianti idrici antincendio; vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; vie d’uscita ad uso promiscuo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; locali adibiti a deposito.


Le strutture ricettive il cui esercizio sia temporaneamente sospeso ovvero che esercitino con capacità ricettiva temporaneamente sotto le soglie di assoggettabilità alle procedure di prevenzione incendi possono adeguarsi al sistema di prevenzione incendi anche se non hanno ancora presentato la SCIA parziale. In tal caso, fermo restando il termine del 30 giugno 2019 per il completo adeguamento alla normativa antincendio, alla SCIA si deve allegare anche una dichiarazione da cui risulti che l’attività sia stata sospesa, eventualmente anche per chiusura stagionale, ovvero mantenuta in esercizio parziale con numero di posti letto inferiore alle soglie di assoggettamento alle procedure di prevenzione incendi.

Integrazione dell’indennità di maternità per astensione obbligatoria per gli operai agricoli di Lecce

gli operai agricoli e florovivaisti che prestano la propria attività alle dipendenze di aziende agricole operanti nella Provincia di Lecce, possono richiedere l’indennità di malattia integrativa all’Ente Bilaterale Cassa A.M.I.C.A. Lecce


 


Per aver diritto all’integrazione è necessario che:
a) la/il lavoratrice-re abbia lavorato, nell’anno 2016, alle dipendenze d’- di Azienda/e agricola/e operante/i ed iscritta/e nei ruoli INPS della Provincia di Lecce;
b) l’/le Azienda/e, presso cui la/il lavoratrice-re richiedente ha prestato lavoro, sia-siano in regola con il versamento dei contributi all’Ente Bilaterale Cassa A.M.I.C.A. (Assistenza Malattia Infortunio Contrattuale in Agricoltura) Lecce nell’anno 2016;
c) alla/al lavoratrice/re sia stata liquidata dall’INPS nel corso dell’anno 2017 l’indennità di astensione obbligatoria.
L’integrazione è corrisposta, agli aventi diritto, nella misura del 100% del salario stabilito dal C.C.N.L. e dal C.P.L. per gli stessi giorni indennizzati dall’INPS, riscontrabili dalla documentazione rilasciata dall’istituto previdenziale all’atto del pagamento della predetta indennità.
La liquidazione del trattamento integrativo sarà effettuato in data successiva alla scadenza del bando.
La/il lavoratrice-re che intenda chiedere l’indennità integrativa, deve inoltrare direttamente all’Ente Bilaterale Cassa A.M.I.C.A. Lecce: a mezzo raccomandata A/R all’indirizzo via Fiesole, 44 Scala “D” 73100 Lecce; tramite posta certificata all’indirizzo ebatamicalecce@pec.it o per il tramite del patronato cui abbia conferito regolare mandato, apposita domanda, utilizzando il modello predisposto dall’Ente Bilaterale, compilata correttamente con tutti gli elementi richiesti, entro e non oltre il 31/12/2018.

Sistema telematico centrale della nautica da diporto


Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da attuarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che introduce nuove norme per l’attuazione del sistema telematico centrale della nautica da diporto.


Il testo disciplina le modalità di attuazione del SISTE, prevedendo la progressiva informatizzazione della tenuta dei registri di iscrizione delle unità da diporto e la digitalizzazione del rilascio dei documenti di navigazione.
In particolare, è prevista una radicale semplificazione e razionalizzazione relativamente alla modalità di tenuta dei registri di iscrizione delle unità da diporto, attualmente gestiti in formato cartaceo in ciascun circondario marittimo, attraverso la loro completa informatizzazione e la devoluzione delle relative competenze ad un’unica autorità centrale competente su tutto il territorio nazionale, nonché alla modalità di iscrizione e cancellazione delle unità da diporto nei relativi registri e delle modalità di rilascio dei documenti di navigazione, avvalendosi di sportelli a tal fine dedicati, dislocati su tutto il territorio nazionale e in collegamento telematico con una banca dati centrale.
Si prevede inoltre la dematerializzazione dei contrassegni relativi ai contratti di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi per i danni derivanti dalla navigazione delle unità da diporto e la loro sostituzione con la comunicazione telematica dei relativi dati all’ATCN (Archivio telematico centrale delle unità da diporto del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), in parziale analogia con quanto previsto per il settore delle assicurazioni RCA.
Il Consiglio dei ministri ha approvato, altresì, un disegno di legge che apporta alcune modifiche al Codice di procedura penale, introducendo nuove disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.
Attraverso questo intervento normativo si adottano provvedimenti “protettivi o di non avvicinamento” in tempi rapidi preservando la incolumità delle vittime di violenz(Comunicato n. 29/2018)