Agenti e rappresentanti: rivalutati minimali e massimali Enasarco per il 2018



Gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali previsti per il calcolo dei contributi dovuti all’Enasarco da preponenti e agenti / rappresentati in dipendenza di rapporti di agenzia sono stati rivalutati per l’anno 2018 in base all’indice generale Istat dei prezzi al consumo.


L’ISTAT ha pubblicato il tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari allo 0,3%.
Secondo la previsione del Regolamento disciplinante le attività istituzionali della Fondazione Enasarco approvato nel 2012, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali per il calcolo dei contributi dovuti, in dipendenza dei rapporti di agenzia, sulle somme spettanti agli agenti operanti in forma individuale, associata o di società di persone (contributo previdenziale obbligatorio) sono soggetti a rivalutazione annua secondo l’indice generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.
Si ricorda che detta previsione non interessa la contribuzione riguardante gli agenti e rappresentanti che operano sotto forma di società di capitali (S.P.A. e S.R.L.), i quali sono soggetti al contributo assistenziale obbligatorio, calcolato per scaglioni provvigionali annui per i quali non è prevista alcuna rivalutazione.


Per l’anno 2018, dunque, i contributi dovuti all’Enasarco sono così determinati:


A) AGENTI IN FORMA INDIVIDUALE, ASSOCIATA E SOCIETÀ DI PERSONE (PLURIMANDATARI):
– aliquota contributiva al 16% (di cui quota azienda 8%, quota agente 8%);
– massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 25.275 euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 4.044 euro);
– il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 423 euro (105,75 euro a trimestre);


B) AGENTI IN FORMA INDIVIDUALE, ASSOCIATA E SOCIETÀ DI PERSONE (MONOMANDATARI):
– aliquota contributiva al 16% (di cui quota azienda 8%, quota agente 8%);
– il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 37.913 euro (a cui corrisponde un contributo massimo di 6.066,08 euro);
– il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 846 euro (211,50 euro a trimestre);


C) AGENTI IN FORMA DI SOCIETÀ DI CAPITALI (SIA PLURIMANDATARI, CHE MONOMANDATARI), PER PROVVIGIONI ANNUE:
– fino a Euro 13 milioni, aliquota pari al 4% (di cui quota azienda 3%, quota agente 1%);
– oltre Euro 13 milioni e fino a Euro 20 milioni, aliquota pari al 2% (di cui quota azienda 1,50%, quota agente 0,50%);
– oltre Euro 20 milioni e fino a Euro 26 milioni, aliquota pari all’ 1% (di cui quota azienda 0,75%, quota agente 0,25%);
– oltre Euro 26 milioni, aliquota pari allo 0,50% (di cui quota azienda 0,30%, quota agente 0,20%).


I contributi sono calcolati con cadenza trimestrale su tutte le somme dovute all’agente per il trimestre di riferimento, anche se non ancora liquidate, e devono essere versati entro il 20° giorno del secondo mese successivo a ciascun trimestre.















TRIMESTRE DI RIFERIMENTO

SCADENZA VERSAMENTO

1° Gennaio – 31 Marzo 20 Maggio
1° Aprile – 30 Giugno 20 Agosto
1° Luglio – 30 Settembre 20 Novembre
1° Ottobre – 31 Dicembre 20 Febbraio dell’anno successivo

Applicazione sgravi pesca: aggiornati i servizi telematici


Con riferimento alle imprese che esercitano la pesca costiera e la pesca nelle acque interne e lagunari, si comunica che i servizi telematici per il calcolo del premio sono stati adeguati per applicare la riduzione del 45,07%.


Con circolare n. 6/2018, l’Istituto aveva comunicato – come noto – la sospensione alle imprese che esercitano la pesca costiera e la pesca nelle acque interne e lagunari dell’applicazione del beneficio previsto dall’articolo 6 del decreto legge 30 dicembre 1997, n. 457.
A seguito di ulteriori approfondimenti compiuti dal Ministero del lavoro e dal Ministero delle politiche agricole, nel corso di una riunione intergovernativa, rettificando quanto in precedenza affermato, è stato tuttavia comunicato che l’applicazione degli sgravi per la pesca costiera e la pesca nelle acque interne e lagunari può proseguire con le modalità preesistenti anche nel 2018 senza soluzione di continuità. Le nuove disposizioni sono state fornite con la circolare n. 11/2018.
In particolare, la riduzione contributiva da applicare al premio di regolazione 2017 è fissata nella misura del 48,70%e quella da applicare al premio di rata 2018 è fissata nella misura del 45,07% (art. 1, co. 693, L. n. 205/2017).
Nella sezione “Servizi online” del sito istituzionale sono stati aggiornati i servizi telematici sulla base delle nuove disposizioni:
Servizi correlati alle PAT per aziende, altri soggetti assicuranti e loro intermediari:
– Alpi online
– Invio Telematico Dichiarazione Salari
– Riduzione Presunto
Servizi correlati alle PAN per armatori, loro intermediari e raccomandatari:
– Visualizzazione elementi calcolo
– Riduzione presunto
– Invio delle retribuzioni e calcolo del premio e richiesta certificato assicurazione equipaggio
L’istituto conferma che il termine per il pagamento del premio in autoliquidazione scade venerdì 16 febbraio 2018 e quello per l’invio delle retribuzioni è il 28 febbraio 2018.
Le imprese che avessero già inviato le dichiarazioni retributive prima dell’aggiornamento dei servizi, e quindi senza l’applicazione degli sgravi, devono provvedere a un nuovo invio con il calcolo del premio in misura ridotta.
Risultano aggiornati anche i manuali e la Guida all’autoliquidazione 2017/2018.


Prima tranche di una tantum per i dipendenti del CCNL Terme



Spetta, a febbraio, la prima tranche di una tantum ai lavoratori dipendenti delle aziende termali.


Ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato in forza al 24/1/2018, un importo una tantum pari a 100,00 euro lordi (IV livello), da riparametrare secondo la vigente scala parametrale.
Il suddetto importo verrà erogato con le seguenti modalità:
– € 50,00 con la retribuzione del mese di febbraio 2018
– € 50,00 al personale in forza al primo maggio 2018
ovvero, nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro, all’atto della liquidazione delle competenze.


Questi, pertanto, gli importi da erogare nella prima tranche:


 






























Livello

1° Tranche – Febbraio 2018

1 79,69
1 Super A 93,75
1 Super B 87,89
2 65,24
3 54,69
4 50,00
4 Super 51,56
5 44,53
6 39,06

Procedure da sovraindebitamento e diffida accertativa per crediti patrimoniali

In pendenza di una procedura da sovraindebitamento per i soggetti “non dichiarabili fallibili”, nell’ipotesi in cui sia stato presentato un accordo di ristrutturazione del debito, non si può procedere a validazione di diffida accertativa nei confronti del debitore, per mancanza del requisito della esigibilità del credito.

Come noto, qualora nell’ambito dell’attività di vigilanza emergano inosservanze alla disciplina contrattuale da cui scaturiscono crediti patrimoniali in favore dei prestatori di lavoro, il personale ispettivo degli Ispettorati del lavoro diffida il datore di lavoro a corrispondere gli importi risultanti dagli accertamenti. Entro 30 giorni dalla notifica della diffida accertativa, il datore di lavoro può promuovere tentativo di conciliazione presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. In caso di accordo, risultante da verbale sottoscritto dalle parti, il provvedimento di diffida perde efficacia e le rinunzie e transazioni ivi contenute non sono impugnabili; di contro, decorso inutilmente il predetto termine ovvero in caso di mancato raggiungimento dell’accordo, attestato da apposito verbale, il provvedimento di diffida acquista, con provvedimento direttoriale degli uffici territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, valore di accertamento tecnico, con efficacia di titolo esecutivo.
Orbene, atteso che il carattere di titolo esecutivo presuppone la sussistenza dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito, in pendenza di una procedura da sovraindebitamento per i soggetti “non dichiarabili fallibili”, nell’ipotesi in cui sia stato presentato un accordo di ristrutturazione del debito, non si può procedere a validazione di diffida accertativa nei confronti del debitore, per mancanza del requisito della esigibilità del credito.
Peraltro, in riferimento alla sussistenza del requisito di esigibilità, il Ministero aveva già escluso la possibilità di validare le diffide accertative per crediti patrimoniali, emesse nei confronti di una società fallita nell’ambito di procedure fallimentari. Al riguardo, si assumeva che il credito patrimoniale certamente non recasse il requisito dell’esigibilità, atteso che la Legge Fallimentare preclude al lavoratore di poter intraprendere un’azione esecutiva in forza di quel titolo.